un freddo umido penetrava le ossa
facendomi tremare talmente
da impedirmi di parlare
evitando di inciampare
scendendo nel burrone.
camminavo dall'alba
in una nebbia che nascondeva
le cime e parte degli alberi
e la strada diveniva sempre più stretta
mentre sui fianchi i rovi ormai ci sovrastravano
fino a chiudersi in alcuni punti
come passaggi in gelide caverne.
non so perché lo stavo facendo
ma mi fidavo della voce
che parlava alla mia guida
"bisogna fare il sentiero" era l'ordine.
la guida osservava particolari a me invisibili
e spiegava coincidenze che vivevano nella sua anima.
era freddo e camminava quasi scalza incurante dei cardi
mentre venivo a tratti catturato dalle spine
che si protendevano come braccia sul percorso
come volessero frenarci.
lo scenario ad un certo punto ha perso i colori
i tronchi bruciati offrivano una dimensione
in solo bianco e nero.
un acro odore di carbone bagnato.
la strada era diventata quasi invisibile
e la spiegazione è stata "ci vorrebbero delle capre".
ho sospirato.
siamo tornati indietro con gli sguardi bassi
camminando come robot
senza alcuna volontà di arrivare.
il sentiero era ormai alle spalle.
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