Alzò le serrande d'un colpo
squarciando il buio profondo di anni,
offrendomi alla vista mare e cielo
di quel blu che nulla gli somiglia.
Dietro quella vastità d'acqua
colline e valli,
morbide distese
sulle quali ho volteggiato come aria
e se è tremata la terra
anche io ho tremato
e con lo sguardo in alto alle nubi veloci
dei suoi innumerevoli frutti mi sono nutrito,
al calore del suo vulcano riscaldato
e la terra è entrata in me,
consegnandomi tutte le emozioni che contiene.
Un orgasmo lungo come una vita,
cosi che ho riso, balbettato, pianto,
fuggito dalla paura e tornato a viverla.
Bisogna parlarne.
Questa frase mi uccide.
Mi allontano, fuggo.
Non voglio cambiare e non voglio che tu cambi.
La libertà sti cazzi. Vuoi parlarne, senti il bisogno di chiarire. Io no.
Questa è la prima differenza tra me e gli altri, io ti accetto come sei, tu no.
Vuoi parlarne.
Negli ultimi 20 anni sarò andato al cinema 5/6 volte, quasi tutte assieme, per tolleranza (e non è una bella parola).
Non ci vado perché preferisco un libro.
Le immagini sono quasi sempre troppo violente con il loro messaggio disegnato per non lasciarti spazi a dubbi. Quindi apro un libro e le descrizioni mi lasciano almeno la libertà di immaginare la scena, con tutti i miei dubbi.
Si ci sono i grandi film, quelli fatti di silenzi, la mosca che vola e si posa, l'abbaglio negli occhi, la sabbia sulla bocca e persino il duello, empio di significati nello sparo che infrange il silenzio.
I film in cui gli amanti si amano senza spogliarsi, senza parole, senza immagini, con gli sguardi sul collo e sulle mani, tra corridoi semioscuri, sotto la pioggia e al lume di lanterne rosse.
Ma sono rari, appunto perché praticamente perfetti.
La violenza delle parole delle quali prima non abbiamo stabilito il significato e l'importanza è insopportabile.
Meglio conoscersi prima di parlare (bella eh) e ci vuole tempo certo, per questo preferisco dare prima importanza al valore del tempo che è trascorso tra le parti.
Certo possono bastare pochi istanti o tanti lunghi silenzi, ma è meglio tanti.
Rimane da considerare il tradimento verso se stessi, e le parole che ci vengono rivolte coinvolgeranno anche chi ascolta, ma tant'è e va considerato.
Quindi apro un libro, ogni volta è di pagine bianche e se rimane vuoto sarà pieno di dubbi, di sensazioni e libertà d'immaginare.
Quando pieno di parole, sarà un contratto tra le parti, un epitaffio, una sceneggiatura violenta.
Hai asciugato anche l'ultimo bacio, è stato come bere un lago intero.
Notte fonda nel bosco
punte di alberi attorno una radura
sotto i riflessi dell'asteroide
giallo come una moneta d'oro.
Phallus impudicus (è un fungo, hai capito male)
A terra neve,
al centro della raduna circolare
un giaciglio con due amanti,
aria gelida, gemiti, bocche aperte e occhi chiusi.
Attorno al letto, erba.
Il loro impeto ha sciolto anche la neve.
L'intero universo
attende quel gesto
per la nuova progenie.
Finalmente si compie la semina,
l'atto primo.
Il calore diminuisce,
l'erba si ricopre di neve,
gli amanti finiranno congelati
nel primo ed ultimo abbraccio.
un infarto,
sicuramente è stato un infarto da sovradosaggio di caffeina.
ci penso guardando il cadavere
e lo rimuovo con un unico movimento
sulla coda del cucchiaino
e lo poso sul tavolo
con un gesto solenne.
povera farfalla.
aggiungo un altro po di caffé di ieri
e vengo a chiudermi
nella stanza buia e senza eco
a far suonare i tasti.
finalmente piove
e c'è un buon motivo per sentirsi tristi
ma rimango impassibile.
qualche volta mi agito
ma sono convulsioni incomprese
allora si posano su di me sguardi vitrei
oltre il mio corpo.
scattano le chiavi di lettura
sfavillano i luoghi comuni
giochi pirotecnici di stereotipi.
mi interessa sempre quello che sei
particolarmente se non ti conosco
diventa dolce essere nel tuo sentire
senza avvicinarmi.
il portamento, cazzo, il portamento!
e rovescio tutti gli schemi di bellezza
tutti a contare le parole
nessuno e nessuna che vada oltre le righe
tutti sotto.
torno ad allungarmi sul letto
con un gesto solenne.
sogno le notti insonne
viaggio fermo su una sedia
piango rabbia, ci rido su
parlo per sentire la mia voce
mi alzo e di nuovo seduto
apro, ho caldo, si ho caldo
chiudo, fa troppo fresco
esco, no rimango
un altro libro questo è un pò pesante
meglio non bere in questi casi
è meglio starsene un pò soli
voglia di telefonare
fortunatamente non ho la televisione
giro l'orologio o si ferma
un piccolo vento tropicale si era trovato a passare sulle montagne
era caldo in vetta ma le rocce al mattino erano gelide con un pelo di brina nonostante il sole cocente dell'estate
il vento tropicale era cosi caldo che ad ogni passaggio riusciva a scaldare per un attimo persino quelle pietre
il vento sferzava veloce le sterpaglie secche in quota ma ormai esse non potevano rilasciare i propri profumi nell'aria
i fiori vivi erano cosi piccoli da doverli cercare preziosi tra i sassi e gli sbuffi d'aria potevano a mala pena solleticarne i petali
brevi rapidi passaggi e quell'aria bollente cosi superficiale scaldò per poco il cuore della montagna
il piccolo vento sarebbe tornato a casa e la montagna si sarebbe raffreddata in autunno
fu un'estate anomala in montagna
sebbene fosse piena estate
un freddo umido penetrava le ossa
facendomi tremare talmente
da impedirmi di parlare
evitando di inciampare
scendendo nel burrone.
camminavo dall'alba
in una nebbia che nascondeva
le cime e parte degli alberi
e la strada diveniva sempre più stretta
mentre sui fianchi i rovi ormai ci sovrastravano
fino a chiudersi in alcuni punti
come passaggi in gelide caverne.
non so perché lo stavo facendo
ma mi fidavo della voce
che parlava alla mia guida
"bisogna fare il sentiero" era l'ordine.
la guida osservava particolari a me invisibili
e spiegava coincidenze che vivevano nella sua anima.
era freddo e camminava quasi scalza incurante dei cardi
mentre venivo a tratti catturato dalle spine
che si protendevano come braccia sul percorso
come volessero frenarci.
lo scenario ad un certo punto ha perso i colori
i tronchi bruciati offrivano una dimensione
in solo bianco e nero.
un acro odore di carbone bagnato.
la strada era diventata quasi invisibile
e la spiegazione è stata "ci vorrebbero delle capre".
ho sospirato.
siamo tornati indietro con gli sguardi bassi
camminando come robot
senza alcuna volontà di arrivare.
soffro di antipatia a pelle sebbene cerchi volontariamente o involontariamente di tenermi aperto ai contatti senza pregiudizi.
spesso accade come amore a prima vista con quelle persone che in ogni gesto tradiscono forme di razzismo bullismo.
metti per esempio il mito del super-eroe.
anche i più aperti sono attratti da quelle figure che si danno ad ogni costo pur di comparire con gesti clamorosi o un'introvabile qualità.
preferisco invece scoprire i gesti silenziosi e anonimi a tal punto da distruggere di volta in volta anche quello che faccio non appena ravvedo che qualcuno/qualcosa sta puntando i riflettori su quello che viene da me.
allora ometto la mia presenza, cambio nome, cerco di occuparmi di qualcosa di cui non vuole occuparsi nessuno.
fulmino il mio orgoglio come un insetto fastidioso, una pericolosa pulce.
molti adorano il super-eroe.
se sei un super-eroe qualunque sia il tuo pur ristretto campo d'azione sei riconosciuto come tale e allora considerato e ti senti vivo.
l'eroismo è fascista.
preferisco i disadattati, gli allontanati, i disinteressati, gli imprevedibili.
sono sempre con i migliori.
sono un anti-eroe.
scoprire il mondo in un vaso
muoversi per il gusto di viaggiare
scherzi con la farina
passarsi la stessa aria
mani come nuvole
tradire le promesse
girarsi per accorgersi ch'è passato del tempo
pensieri ed omissioni
la polvere dei mobili
la forma del cuscino
il riflesso che si scorge da lontano
il colpo d'aria fresca
il caffè di ieri
il libro fermo a quella pagina
il soffitto con le luci
questo vuoto pieno di niente
sfuggire le attese
scegliere l'imprevedibile
lasciare qualcosa tra i desideri
arrivare d'improvviso
andare senza salutare
tornare in un abbraccio
tutto in una borsa e partire
ci vediamo al solito posto
sono le tre
e come spesso avviene mi sveglio
la feccia dell'umanità finalmente dorme
e nel silenzio improvviso della notte
il frastuono del mio malessere ha il sopravvento
sull'amore che cerco di tenere in vita
distante dalla materialità e dai bisogni fisiologici
sperando che sia arrivato il momento giusto
per evadere
per sempre
Lei aprì gli occhi e lo vide.
"si sentiva parecchio?" chiese lui con apprensione
"...cosa?"
"la musica"
"quale musica?" chiese lei
"non so" rispose guardando fuori la finestra "ho aperto gli occhi, ho visto i tuoi capelli ed ho sentito una musica"
fuori un fringuello arriva sballottando una cima nella calura
subito un altro lo raggiunge
riparte il primo
lo segue il secondo
finalmente al fresco del buio partono i canti,
riempiono le fisarmoniche
s'alzano i bicchieri.
quando un cane ha paura drigna i denti
cosi il sorriso dell'uomo mostra tutto il timore ad immedesimarsi nella situazione presentata
il comico scivola e noi ridiamo pensando al nostro imbarazzo fossimo nei suoi panni
sorridiamo se qualcuno osa guardarci dentro, potesse accorgersi di quello che pensiamo
se conosci la vita sorridi di meno
hai meno da rischiare
più esperienza ad affrontare le situazioni
conosci meglio cosa vuoi e cosa non
sai che il tempo aiuta
aspettare
DECOSTRUZIONE LIBERAZIONE LIBERAZIONE
dei modelli codici della proprietà
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diversità quale ricchezza? -> scoperta delle pietre preziose
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empatia
OBIETTIVI
esorcizzazione della morte
fare, conoscere, parlare*
STRUMENTI amare*
Viaggiare, Leggere(negli altri e (gli altri enello spazio) il tempo)
*Parlare e/o Conoscere e/o Confronto (PCC): come una vetrina
parlare come tessere un puzzle= arricchire
Scopi del:
Viaggiare -> movimento spaziale
Leggere -> movimento temporale
Parlare -> movimento della conoscenza/esperienza
Mezzi del PCC; costruire-creatività
la creatività oltre il figurativo nei processi mentali della costruzione del linguaggio* e dei meccanismi che legano i processi del pensiero indotti dalla costruzione di metafore per la comunicazione utilizzando la materialità degli oggetti a disposizione senza la loro creazione (creazione senza costruzione, agevolazione, assecondamento) solo con gli attributi fisici: forma, colore, posizione, simmetria/asimmetria
*legami logici tra le immagini
le immagini hanno il dono del silenzio : il silenzio quale dono
il silenzio lascia spazio al tempo
spazio -> ordine
-> disordine = riallocazione dello spazio, dei volumi, della funzionalità e delle susseguenze
coscienza
co-scienza
autocoscienza
discoscienza
metacoscienza
trascoscienza
incoscienza
il soffitto non è un limite
l'oggetto in primo piano serve a garantire una posizione spaziale allo sguardo
il soggetto è lo spazio-volume-infinito alle sue spalle
un cubo d'acqua è la coscienza della separazione tra il contenuto e l'esterno
sottili sagome modellano nella dinamica del movimento forme in profondità
materiali che sudano piangono dormono rimangono silenziosi
ogni angolo una forma
uomodonnaanimalepianta
caldo ma pesante
trasparente ma racchiude ombre
acido ed inodore
cubo sfera non ferisce
cuore di vetro è uno scrigno di sogni
bolla di vita dall'immateriale
seme per il futuro
sequenza genetica