lunedì 22 ottobre 2012

La tigre


E io...son colui che con un sol colpo d'ascia lo tagliò in due.
Lo mio nome – stare attenti! – lo mio nome est...Brancaleone,
...da Norcia! 



Come si affronta una belva senza conoscerla.

Così l'ho inventata,
seguendo i racconti per un bambino.
Il cuore l'ha disegnata col carbone
pasticciando con la fantasia.

Era tutta un'invenzione
il desiderio di sconfiggerla
e per forza di cose
ho sbagliato tutto.

Ho iniziato a combatterla
ed ogni zampata era feroce
dilaniando la mia carne
fuggivo grondando sangue,
urlavo e correvo.

Mi era sopra a tratti
ed ho visto la morte in faccia.

Ho lasciato tutto dietro di me,
tutte le vostre illusioni
confezionate com'erano:
la carriera,
la famiglia,
la casa,
i luoghi,
erano le vostre fiabe.

Credevo anche la belva.

Invece l'ho incontrata ancora.

Mi era sopra di nuovo,
rideva e si nutriva del mio cuore.
Le sue fauci sulla mia carne.
Gli artigli a fondo fino alle ossa.
Ancora un morso,
una risata, i nervi,
un'altra graffiata.

Mi stava divorando
ed ho lasciato fare.

E la tigre ne ha goduto.


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