Mi avevano insegnato che è meglio avere un bicchiere pieno.
Ne ho sempre avuto metà e questo non mi bastava.
Ho scoperto solo dopo che può essere un calice di amaro veleno.
L'ho vuotato.
E' stata dura rimuovere anni di "violenta educazione",
il messaggio ripetuto ovunque,
quel continuo cercare in quel bicchiere il senso della vita intera.
Devo ammettere che sostituire il vuoto con l'odio
ha anche funzionato in qualche caso.
Più spesso il vuoto s'è riempito d'ansia
ed in momenti tristi, d'ossessione.
La svolta è stato offrirlo a chiunque ne volesse.
Anche l'uso è stato rivoluzionato.
Non solo nettari,
ma anche pensieri, suoni, matite, candele, pietre, conchiglie, odori.
E' costato impegno
ma avevo tanti nuovi modi per usare il boccale.
Bevo sempre molto poco,
preferisco ancora il desiderio
centellinandone ogni sorso.
E' il desiderio che muove tutto.
Quando pensavo ad altro,
come spesso capita,
l'ho trovato pieno e mi sono ubriacato.
Vuotarlo ora, un peccato.
Tornerò ad offrirlo a chi non ha sete
a chi sa riportarlo
a chi accarezza la mano per prenderlo.
Porgerlo da lontano con un sorriso,
lasciarlo su un tavolo distante da casa,
ritrovarlo dopo una settimana.
Un raggio di sole l'attraversa, mille colori.
(alle linguacce di I. ed i sorrisi di A.)
Usa uno solo dei due video, a tua scelta.
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