martedì 30 ottobre 2012

Lettera a Pietra



Hai catturato tu il mio sguardo
quando ti ho vista per la prima volta, Pietra.

Ti accarezzo Pietra
c'hai bisogno di calore.

Un bacio per te Pietra
sei troppo dura con te stessa.

Raccontami dei tuoi secoli di noia,
non ti lascerò mai sola, Pietra.

Gioca pure con le mie dita Pietra
mentre guardo l'orizzonte.

Dormirai con me Pietra
o prenderai freddo.

Voglio raccontarti quanto c'è bisogno di te
in questo mondo, Pietra.

Non dimenticherò mai
quanto hai fatto per me, Pietra.

Ti amo Pietra.

Ora vai pure Pietra,
sfonda ogni vetro che separa!


lunedì 29 ottobre 2012

Ancora non àncora

Sveglio ormai l'ardore
cresce e arricchisce,
con tumulti e rumore
si fa largo,
scalpita e nitrisce,
esce dal letargo.

Elettrica
energia
del mondo
primordiale
troverai
spazio
senza ostacoli
lanciata
senza via
alla ricerca
di vuoti
da colmare.


E' lui
ma non lo sapevi,
è lei
e non l'immaginavi!


Un sorriso,
spingi,
un abbraccio,
tira,
un bacio,
dai,
doni,
prendi.

Giochiamo
a ritrovarci,
disfiamo,
costruiamoci,
usiamo,
riusiamo,
riusiamo ancora,
ri usi
amo.

Ancora.




domenica 28 ottobre 2012

Brilla ancora raggio di sole

E' un bicchiere e per esistere non abbisogna contenga qualcosa.

Mi avevano insegnato che è meglio avere un bicchiere pieno.
Ne ho sempre avuto metà e questo non mi bastava.
Ho scoperto solo dopo che può essere un calice di amaro veleno.

L'ho vuotato.

E' stata dura rimuovere anni di "violenta educazione",
il messaggio ripetuto ovunque,
quel continuo cercare in quel bicchiere il senso della vita intera.
Devo ammettere che sostituire il vuoto con l'odio
ha anche funzionato in qualche caso.
Più spesso il vuoto s'è riempito d'ansia
ed in momenti tristi, d'ossessione.

La svolta è stato offrirlo a chiunque ne volesse.
Anche l'uso è stato rivoluzionato.
Non solo nettari,
ma anche pensieri, suoni, matite, candele, pietre, conchiglie, odori.
E' costato impegno
ma avevo tanti nuovi modi per usare il boccale.

Bevo sempre molto poco,
preferisco ancora il desiderio
centellinandone ogni sorso.
E' il desiderio che muove tutto.

Quando pensavo ad altro,
come spesso capita,
l'ho trovato pieno e mi sono ubriacato.
Vuotarlo ora, un peccato.

Tornerò ad offrirlo a chi non ha sete
a chi sa riportarlo
a chi accarezza la mano per prenderlo.
Porgerlo da lontano con un sorriso,
lasciarlo su un tavolo distante da casa,
ritrovarlo dopo una settimana.

Un raggio di sole l'attraversa, mille colori.


(alle linguacce di I. ed i sorrisi di A.)

Usa uno solo dei due video, a tua scelta.





lunedì 22 ottobre 2012

La tigre


E io...son colui che con un sol colpo d'ascia lo tagliò in due.
Lo mio nome – stare attenti! – lo mio nome est...Brancaleone,
...da Norcia! 



Come si affronta una belva senza conoscerla.

Così l'ho inventata,
seguendo i racconti per un bambino.
Il cuore l'ha disegnata col carbone
pasticciando con la fantasia.

Era tutta un'invenzione
il desiderio di sconfiggerla
e per forza di cose
ho sbagliato tutto.

Ho iniziato a combatterla
ed ogni zampata era feroce
dilaniando la mia carne
fuggivo grondando sangue,
urlavo e correvo.

Mi era sopra a tratti
ed ho visto la morte in faccia.

Ho lasciato tutto dietro di me,
tutte le vostre illusioni
confezionate com'erano:
la carriera,
la famiglia,
la casa,
i luoghi,
erano le vostre fiabe.

Credevo anche la belva.

Invece l'ho incontrata ancora.

Mi era sopra di nuovo,
rideva e si nutriva del mio cuore.
Le sue fauci sulla mia carne.
Gli artigli a fondo fino alle ossa.
Ancora un morso,
una risata, i nervi,
un'altra graffiata.

Mi stava divorando
ed ho lasciato fare.

E la tigre ne ha goduto.


lunedì 15 ottobre 2012

Distruggere per rinascere

E' per questo che vi odio.
So che andrete via, prima o poi.
Per ognuno di voi, un pezzo di me
e costa troppo dolore pensarlo.

L'umanità si abitua a tutto
tranne a quello che vede ogni giorno.
Non si abitua mai alla fine, di qualunque cosa.

Allora addio, cosi, ora.
Sarebbe peggio dopo.

Uscirei prima io.

4,3,2,1

E' per questo che vi amo.

Per ognuno che so
non ritroverei più.

Questa unicità il valore.
Tutti i tuoi gesti.
La bellezza della rabbia.

Attimo per attimo,
senza futuro e con il peso del passato,
un bacio, una pietra, chiamami, un urlo,
la libertà!

1,2,3,4


mercoledì 10 ottobre 2012

Come basilischi


Per A.
Per un incontro quasi casuale riesco a vederti ancora
ed è nuovo il tuo volto, luminoso.
Sei raggiante,
ed anche io.
So che non puoi leggere queste parole,
ma sono comunque donate alle nostre storie.

Per F.
Stai perdendo tutti i miei abbracci
per il tuo maschilismo.
Eppure la tua fatica è la mia
e ti sono ostinatamente sul passo,
anche se tu tiri il peso
ed io non riesco a raggiungerti.



Rimango immobile come quei basilischi.
Verrò, ti vedrò, ti abbraccerò,
non lo so.


Ed io che intesi quel che non dicevi
M'innamorai di te perché tacevi.
Olindo Guerrini



martedì 2 ottobre 2012

Non si accelera mai in salita

Abbiamo imparato a cadere da quando piccoli
e tutti erano contenti che riuscissimo a farlo.
Un passo, cadere in avanti, un altro passo
e ogni volta tanti sorrisi attorno a noi,
buttarsi in avanti, ancora un passo
e alla fine ci abbiamo creduto.

Mi lascio andare in caduta libera,
mentre la vita mi ricorda di
accelerare solo in discesa.

Lasciar fluire i desideri.
Saltelli corti nel buio.
Senza bisogni e
senza doveri.

Liberi.

[piramide rovesciata
movimento verso il basso
caduta]