Sulla croce, questo simbolo del cristianesimo di accettazione del martirio e la mercificazione delle sofferenza come un dono e strumento ad uso delle agenzie sociali di controllo, ci piscio sopra.
La mia scelta d'amore, di vivere quello che sento fuori dal cuore che deve pompare solo sangue, senza bisogno di un'anima o di una morale del cazzo che dica come devo comportarmi, la mia scelta la vivo consapevolmente.
Cosi vado avanti, o indietro che il fallimento te lo regalo borghese di merda, a zig zag, a cazzo di cane o a culo di gatto, come sento, come voglio, come posso.
La mia scelta d'amore, come l'odio che so coltivare e attuare distruggendo ogni cosa che mi costruite attorno, la mia scelta è d'amore totale, universale.
Decido io per la mia vita e voglio viverla ogni secondo, ogni momento e tutto di quello che mi arriva ne rispondo io, solo io, non il tuo dio.
Io, io ti amo, nient'altro di me e brucio in questi flutti di oceano*, dritto sulla poppa con te verso il nulla ma non avremo rimorsi, nulla.
Ti amo e ti seguo e ti aiuto e ti regalo e tutto quel niente che ho è tuo.
Ogni tuo sorriso è il mio, ogni tuo dolore è il mio.
Il mio presente, il domani, e anche gli scogli su cui ci infrangeremo a testa alta ed il pugno dritto.
*Mai lavoreremo, mai, o flutti infuocati!
"Qu'est-ce pour nous, mon cœur" ("Cosa sono per noi, cuor mio")
Arthur Rimbaud