giovedì 3 gennaio 2013

Eclisse




Quadri di persone vive,
un centinaio di libri in equilibri improbabili.
Davanti una parete bianca,
alle spalle due pareti senza eco, cupe come la pece.
Il materasso legato sulla porta.
La finestra tappata e coperta da un drappo pesante.
Mobiletti neri.
Mi chiudo.

Avvio la musica al buio che circonda il bagliore del monitor.

Questo è il mio rifugio
o la cella del mio carcere.


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