venerdì 4 marzo 2022

la pizza insipida


chi mi avete portato questa notte?

due volti impauriti che cercano di farsi coraggio ascoltando gansta, di sentirsi contro tutto e tutti appoggiando quelle parole di potere con le pistole e la spietatezza di un'esecuzione a freddo, gasarsi nel vuoto esistenziale di chi produce video per vendere.

la madre picchia il figlio, la ragazzina ha paura e non vuole andare a scuola, scappa di casa per una sera, nemmeno.

lui l'ha combinata grossa nella comunità e non ha coraggio di chiedere scusa, di ammettere di essere stato lui e scappa con la faccia da braccato che se la sta facendo sotto.

hanno sete e non si alzano per l'acqua, ho portato loro i bicchieri. sono ancora poppanti abituati ad essere imboccati e si sentono dentro l'orgoglio mafia underground, farebbe ridere se non fosse triste.

la terza dei disperati, che solo legalmente ha la maturità, spara bolle di sapone giudicando come un maschio qualsiasi la contabilità delle mutande delle sue amiche, sono tutte troie.

mi hanno detto "non abbiamo una casa", ma vi siete visti come siete vestiti? lo sguardo quando avete visto che il letto offerto non ha le lenzuola? avreste voluto dormire fuori stanotte, con 5 gradi sottozero.

avete solo paure e quelle parole che cantate non riescono a darvi il coraggio di affrontarle, dovete ancora crescere ma non ve ne faccio una colpa.

la colpa è di chi vi sta terrorizzando, di chi non vi accoglie e ascolta, di chi vi fa credere che basta possedere una pistola.

ho condiviso la mia cena, mostrata la mia debolezza e la mia determinazione.

la pizza migliore è stata quella per voi, la mia rimasta li senza compagnia è insipida.








martedì 25 gennaio 2022

Li ho visti in faccia, ridacchiavano.







Li ho visti in faccia i nazisti qualche anno fa

Ero a Wannsee, lo snodo fluviale vicino Berlino, dove si affaccia la villa dove fu stabilita la "soluzione finale".

Un nazista guidava il traghetto per turisti e al megafono spiegava il circondario: l'isola dei pavoni, i parchi e le spiaggette. Avevo la fortuna di avere una compagna madrelingua tedesca.

Al momento di passare di fronte la famosa villa, il nazista dice "e quello era il famoso ospedale dove si raddrizzavano le schiene" e giù risata grassa.

Altre due naziste mi erano di fronte, due vecchine ben vestite e curate.

Mangiavano chicchi d'uva bianca e sorseggiavano la birretta locale.

Anche loro ridacchiavano.