mercoledì 12 ottobre 2016

Poi, non verrò

Io giudico e il mio giudizio è sbagliato perché ho atteso qualcosa che non sarebbe accaduta, come te ed il tuo vino speciale messo da parte per la figlia bella che alla fine non s'è mai sposata ed il tuo vino marcito.
Così in tutti questi anni, lentamente, è marcito in me il desiderio di vederti ribellare a chi ti stava strappando la vita, sulle scale ed i fili dell'alta tensione che per un pelo ti accecarono, ribellare a quella famiglia così piccola, quella piccolissima dimensione di piccolo borghese che ha una famiglia normale, una automobile famigliare, una casa con vista sul mare regalata dal suocero fascista scappato con un'amante, come qualsiasi altra persona. Perché l'amore rende ciechi e fino all'ultimo non riuscivo a credere a quello che vedevo.
Ho sbagliato a giudicarti, l'ho detto.
Pensavo che mi avresti dato l'esempio e come me anche tu ti saresti ribellato a tutto ed invece no, hai saputo tradire la mia aspettativa di una vita di vedere quello che fa un vero uomo, ribellarsi, invece eri uno qualsiasi.
Alla fine oltre qualche ceffone da bambino non hai fatto, solo il vocione grosso con me quando ero più debole, come qualsiasi fascio coniglio. Però quello che dovevi fare l'hai fatto e forse perché lo volevi e tutto sommato mi hai lasciato fare, solo per quello sento di ringraziarti che a me non è dovuto niente, nemmeno di esaudire le mie aspettative e sei rimasto quello che eri, così come ti hanno disegnato, anche se un po' diverso dallo stereotipo del padre fascio.
Così sto pensando di tradire le aspettative anche io, e non venire al tuo funerale prossimo a pisciare come un cane maschio attorno alla famiglia rimasta di donne da proteggere. Un gesto richiesto dal ruolo che mi consegnerai a parole o in silenzo ma che come sai ho rifiutato da tempo, come la famiglia che ebbi e tutto il resto.
Spero che almeno ti sentirai a posto con te stesso e che tutto si svolga in maniera serena ma immagino che coloro che ti sono attorno e a cui stai delegando ancora una volta la tua vita, non lo permetteranno e ti faranno soffrire fino all'ultimo perché quello che abbiamo attorno, costruito col silenzio, è una fabbrica della sofferenza e della morte.
Cercherò di esserti vicino come posso e riesco ma poi, quel giorno, io non verrò, tradirò all'ultimo la tua aspettativa.
Nel frattempo grazie.