domenica 16 dicembre 2012

La ferocia



La ferocia
con la quale consumiamo come non ci fosse un domani
con la quale elargiamo pietà
quando alziamo una barriera
o mangiamo un cadavere
acquistiamo la morte in offerta speciale
beviamo anche se non ci andava
ci lamentiamo
rubiamo un bacio
guardiamo alle spalle di chi ci guarda
buttiamo quello che avevamo in mano
dimentichiamo l'utile
ridiamo, tanto era un cinese.

Ferocia è il carcere.

Dedicato a chi muore ad Abu Graib

Profezie





 
Il "mondo" è una concezione che cambia al passo coi tempi.


Il mondo, per la "civiltà" Maya era grande quanto una regione dell'america centrale.
Il mondo dell'impero romano era grande come l'europa mediterranea.
Per ciascuno il mondo era quanto grande è sempre riuscito a concepire e conoscere.
Cosi "la fine del mondo" è arrivata, regione per regione, per ogni tempo, ambito per ambito.
Sono spariti i Maya, è sparito l'impero romano.

Il mondo terminava con un disastro apocalittico, un nemico verso cui non si era preparati.

In un deserto, un'alluvione sarebbe stata il disastro a cui nessuno sarebbe stato preparato. Chi vive nel deserto non ha concezione di un'alluvione, non saprebbe come difendersi da qualcosa che non conosce. Sarebbe stata La Fine di tutto il mondo. Conosciuto.
Di questo si parla nella favola della bibbia.

Grandi apocalissi epocali, come epidemie (basti pensare la peste in europa a metà del 1300), maremoti, alluvioni hanno annientato "mondi", sebbene ben distinti in aree geografiche e in periodi temporali. Ma tant'è, il loro mondo, finì.

Il "mondo europeo" ha anche conosciuto La Peste di Camus, il nazismo.
Negli anni grossomodo a cavallo dal 1919 al 1945, migliaia di mondi si sono spenti, annientati dall'unico meccanismo biologico di contenimento del virus chiamato umanità; l'uomo stesso.


Il mondo ad Hiroshima si è dissolto in una nube di morte il 6 agosto 1945.

A l'Aquila la fine del mondo è arrivata ad Aprile 2009.

Non possiamo dire, oggi, di non essere preparati, di non esserne a conoscenza.


La fine del mondo avviene ogni giorno.











martedì 11 dicembre 2012

Confidenza




-Vede signora Grambers - Evelyn...- anche io voglio farle una confidenza.-

-Sono cresciuto qui in India, con la mia famiglia in una grande casa bianca proprio qui vicino, sa eravamo tutti ragazzini e giocavamo con tutti i coetanei del quartiere.
E questo in foto è Magreeb il mio amico del cuore, facevamo di tutto insieme, ci divertivamo davvero parecchio!...finchè un giorno, è cambiato tutto.
La storia è andata avanti per un paio d'anni e poi una sera siamo stati a vedere un tramonto su una collina della città.
Come càpita in questi istanti ho pensato che quello sarebbe stato il più bel momento della mia vita...e sa una cosa...è stato proprio così....
Ci siamo addormentati e al mattino...siamo stati scoperti...si.
Per me è stato solo un momento di confusione ma...per lui...una tragedia.
La sua famiglia l'ha allontanato, il padre per questo motivo ha perso il lavoro, sono stati anche cacciati di casa.
Io...penso oggi che avrei potuto fare qualcosa ed invece...non ho fatto niente...niente.
Ho vissuto il precipitarsi degli eventi senza fare niente, ho assistito e basta, inerme.
Per tanti anni ho pensato di averlo mai rivisto o voluto rivedere, per quello che non ho fatto.-
- Fino ad oggi -
- Si, fino ad oggi. -
- Ma lei vuole rivederlo Magreeb -
- Si! -
- Allora lo cerchi. -
- Si.










giovedì 6 dicembre 2012

Come alieni



Nemmeno uno sguardo,
senza parole.

Allenamento continuo
alla sopra-vivenza,
all'annientamento
psicologico e resistenza fisica.

Imparare tutto.
Prepararsi ben oltre la lotta.
La costanza e l'approfondimento premiano.

I nemici sembrano venire da un altro mondo
ma sono La Peste di questo.



Non è solo una vita come un'altra, è l'unica.
Non sei un* dei tanti, sei l'Unic*.

Mostrarsi diversi.



(non ho trovato un'immagine più androgina ed appropriata dell'Eternauta in tuta)










domenica 2 dicembre 2012

Basta una dose




Anche oggi ho avuto la mia dose di genere umano,
così, come la merito.

Ho prima spostato un po' di sabbia con le scarpe
per allontanarmi dalle auto che passano e ripassano,
dalle passeggiate dei passeggini.
Mi sono seduto, ad aspettare che il sole venisse coperto da una nuvola.
Ho continuato, bruciando del gasolio
e lasciando della gomma sull'asfalto per chilometri,
mirando il cemento e le vetrine spente
di una strada statale, desolata com'è il mondo che vogliono.

Ho visto;
3, letteralmente, "volanti" della polizia,
1 ragazzo africano alla fermata di un bus che non passerà,
1 auto dei carabinieri,
9 cavalli al trotto in spiaggia,
una coppia con cagnolini,
poche auto, tutte premevano per sorpassare,
nessuna che si perdesse, come me.

Oggi il pane non lievita,
forse perché lo guardo di continuo.